Storytelling online – Perché generare emozioni

Lo storytelling online permette al lettore di immedesimarsi nella storia di un prodotto o un servizio e di vivere nuove emozioni

Introduzione – Storytelling online

A cosa serve lo storytelling online?

Quando eri piccolo/a scommetto che i tuoi genitori ti leggevano tante storie…

Alcune di queste ti facevano sognare, viaggiare con la fantasia… mentre altre non ti suscitavano alcuna emozione.

Immagino che se oggi ti chiedessi di raccontarmi la tua storia preferita letta o ascoltata da bambino/a, ricorderesti anche i più piccoli particolari.

Quando si naviga online ci si imbatte in una marea di siti che ogni giorno propongono agli utenti nuovi prodotti o servizi. La verità è che senza uno storytelling coinvolgente questi siti saranno dimenticati in brevissimo tempo dagli utenti.

Diventa quindi di fondamentale importanza comprendere come raccontare delle storie che possano da una parte rappresentare al meglio il prodotto o servizio offerto e dall’altra suscitare delle emozioni.

Perché raccontare storie?

storytelling online

Potresti acquistare un prodotto anche senza leggere alcuna storia. Quello che, però, accadrebbe dopo poco è che probabilmente potresti non ritornare ad acquistarlo nuovamente oppure potresti scegliere prodotti di brand concorrenti.

Lo storytelling online serve anche per rafforzare la fidelizzazione dei clienti nei confronti di un brand.

Un brand che si vuole affermare nel mondo online deve creare con continuità dei contenuti che possano realmente interessare il lettore.

Questo significa che tutte le storie da raccontare devono avere un fine, devono raccontare un’esperienza che può essere rivissuta da altre persone. Senza questo criterio fondamentale si rischia di scontrarsi contro il muro dell’indifferenza. Nel video qui sotto ti spiego perché è così importante lo storytelling online.

Il digital marketing e il legame con le emozioni

I testi nel digital marketing non sono composti solo ed unicamente da: emoji; storie fantasiose e creative; strategie adottate con il fine unico della vendita di un prodotto o servizio.

Il digital marketing è molto di più. Gli esperti di comunicazione sono particolarmente ricercati dalle aziende perché è necessario raccontare al pubblico delle storie coinvolgenti, che facciano ricordare il brand.

Quando una persona è affascinata da qualcosa che ha letto tenderà inevitabilmente a parlarne anche con altre.

Ti è mai capitato di vedere un prodotto o servizio e di esserne così colpito da parlarne con le persone a te vicine?

Questo è quello che accade quando si decide di dare importanza alle parole e affidarsi ad un professionista della comunicazione.

Coinvolgere emotivamente il lettore significa trarlo in inganno?

smiley, emoticon, anger

Questa è un’idea completamente sbagliata. Molte volte si crede che raccontare delle storie che suscitino emozioni riguardo ad un prodotto o servizio, significhi trarre in inganno il pubblico o il singolo lettore che le legge.

In realtà se la storia corrisponde al vero, se non è stato inventato nulla, non si trae in inganno nessuno.

Online ci sono sicuramente dei contenuti fuorvianti, scritti con l’intento di trarre in inganno il lettore. In questo caso però, è l’imprenditore a decidere se agire in modo etico o meno.

Quello che ti posso assicurare è che i brand che agiscono senza una moralità non hanno una lunga vita e non riescono a fidelizzare i loro clienti.

La customer centricity

Quanto è importante per le aziende mettere al centro di tutto il cliente?

Per tanto tempo le aziende hanno concentrato le loro attenzioni sui prodotti o servizi da offrire senza dedicare sufficiente spazio al cliente. Questo metodo di agire poteva essere funzionale quando non esisteva Internet, le persone non acquistavano online e quindi avevano poche possibilità di scelta.

Oggi questo modo di agire non funziona più e i brand che non hanno deciso di rinnovare il loro metodo di comunicare e agire si ritrovano in grande difficoltà.

I brand che vogliono avere successo nel lungo periodo dovrebbero concentrarsi sulla customer centricity, cioè mettere il cliente al centro di ogni loro attività. Un cliente soddisfatto può generare del passaparola positivo e quindi svolgere inconsciamente per te un’attività di marketing.

customer, family, magnifying glass

Mettere il cliente al centro di tutto significa considerarlo come una persona e non come un semplice acquirente. Per fare questo è necessario confrontarsi, fare un lavoro di ricerca, capire il suo stato d’animo, cosa vorrebbe e come potrebbe essere aiutato.

Solo successivamente si possono raccontare delle belle storie online in cui si possa rivedere. Non sottovalutare questi aspetti, ricordati sempre che le persone sono complesse e possono agire in diverso modo per tantissime cause diverse, quindi non ti stancare mai di approfondire la tua ricerca.

Ti consiglio di fare dei test, cercare di entrare in empatia con i tuoi clienti ed essere più empatico/a.

I touchpoint nel percorso dell’utente

Idealmente l’utente che naviga online, vede un prodotto o un servizio, lo acquista e ripete questo ciclo con continuità.

Purtroppo, non è così semplice il processo di customer journey. Il cliente che ha acquistato un prodotto o un servizio potrebbe decidere di non acquistarlo nuovamente o andare da un competitor per una miriade di ragione.

Per i brand è necessario, quindi, creare dei touchpoint nel percorso dell’utente. Risulta necessario compiere delle azioni affinché i clienti possano entrare in contatto con l’azienda, leggere e ascoltare storie, confrontarsi con altre persone, sentirsi parte di un grande progetto.

L’importanza del digitale

Adesso ti voglio svelare dei dati che spesso non vengono presi in considerazione dai brand fisici e dai venditori.

Secondo un’analisi di dati effettuata da Forrester, il 60% delle persone preferisce non relazionarsi con un venditore per ottenere tutte le informazioni di cui ha bisogno su un determinato prodotto o servizio.

Il 68% effettuano delle ricerche online in piena autonomia. Il 62% afferma, invece, che effettua un acquisto online basandosi unicamente sui contenuti digitali.

Questi dati fanno molto riflettere…

Il 62% degli acquisti di un brand potrebbero arrivare, quindi, da utenti che hanno agito in piena autonomia.

Questo 62% si potrebbe erodere nel momento in cui i tuoi contenuti e la tua strategia di comunicazione fosse di scarsa qualità.

Molto frequentemente i brand sottovalutano questi dati e si scontrano contro una cruda realtà che li porta a rivalutare i loro prodotti o servizi, anche nel caso in cui questi fossero di qualità.

Raccontare delle storie, investire sulla narrazione, far sentire coinvolto anche l’utente che per la prima volta si approccia con un determinato brand in piena autonomia, può permettere al brand di aumentare le sue vendite e quindi anche i suoi ricavi.

Chi lavora nel marketing, conosce alla perfezione questi meccanismi, anche per questi motivi si cerca di mettere in risalto anche la storia, i valori e le iniziative svolte dal brand. Il pubblico in questo modo è in grado di scegliere di acquistare dei prodotti o servizi dall’azienda che più cattura l’attenzione.

Il problema dell’Uncanny Valley

bad review, bad customer review, storytelling online

I docenti dell’Università di Bolzano Coletti e Aichner hanno sottolineato che in questo momento viviamo nell’epoca della personalizzazione di massa. Ogni contenuto sembra essere mirato sempre al lettore, quasi creato ad hoc per lui.

Questo può causare, però, anche dei risvolti negativi. Infatti, si può assistere al fenomeno emergente dell’uncanny valley. Questo è il fenomeno secondo cui le persone rigettano gli approcci di marketing troppo personalizzati.

Secondo i ricercatori Strong, Champiss e Koutmeridou gli utenti in una fase iniziale apprezzano la comunicazione personalizzata, ma successivamente questa potrebbe essere percepita come particolarmente invasiva.

Diventa compito di chi opera nel marketing comprendere dove fermarsi e quale limite non superare. Le parole possono avere un forte impatto sulle scelte dei consumatori, sia in senso positivo che in negativo, quindi è importante comprendere al meglio come usarle.

Le parole devono trasmettere dei messaggi, devono consentire al brand di costruire delle relazioni in modo efficace, senza che questo sia invasivo. Per raggiungere il successo è necessario che la comunicazione adottata sui vari canali sia coerente con i valori e la mission aziendale.

Esempi di storytelling online

Arrivati a questo punto dell’articolo vorrei farti alcuni esempi di storytelling online utilizzando alla perfezione da business particolarmente famosi.

Il caso Red Bull – Una vita adrenalinica

Il primo caso di cui ti vorrei parlare è sicuramente Red Bull, che lavora ormai da diversi anni in questo senso. Red Bull organizza continuamente degli eventi sportivo estremi che ben si identificano con il marchio che “mette le ali”.

E’ famoso il video pubblicitario in cui si racconta la storia di Danny MacAskill, in esso si può vedere la storia di un bambino che realizza i suoi sogni. Particolarità di questo video è che il brand non viene mai ripreso in primo piano. Con questo storytelling si vuole sottolineare come Red Bull sostenga i sogni dei giovani ragazzi che vogliono eccellere negli sport estremi aiutandoli in questi percorsi.

 

Chi vede il video si sente sicuramente più legato a Red Bull rispetto a qualsiasi altra bevanda energetica di cui conosce ben poco.

Il caso Ikea – Next Generation

Anche una grande azienda come Ikea ha utilizzato una strategia di storytelling per comunicare in modo più diretto e persuasivo con i clienti. Questa azienda famosa per i prodotti di buona qualità a basso costo, voleva trasmettere un messaggio differente.

I prodotti di Ikea non solo hanno un costo concorrenziale ma sono adatti alle persone che stanno cambiando vita e vogliono lasciare dei ricordi nella mente della loro famiglia e dei loro figli.

 

Lo spot, qui sotto, mostra una serie di momenti di vita quotidiana, un mix di ricordi nostalgici, un vero e proprio passaggio generazionale.

Il caso Shave, or Don’t – Harry’s

Questo brand che vende rasoi non è molto famoso e conosciuto in Italia, però in molti altri Paesi del mondo sta facendo molto parlare di sé.

A differenza di quanto fatto vedere nelle pubblicità di Gillette o Wilkinson, in questo caso non sono presenti attori dal fisico scultoreo e dal sorriso smagliante che si prendono cura della loro barba.

Nella pubblicità i protagonisti, invece, sono persone comuni. Le persone che hanno visto questa pubblicità si sono immedesimati facilmente nei protagonisti, nelle loro storie semplici. L’azienda in poco tempo ha raggiunto un incredibile successo con il suo brand storytelling.

 

Conclusioni

Abbiamo visto in questo articolo come lo storytelling online sia uno strumento particolarmente potente.

La narrazione di una storia, sui social ma anche su altri mezzi è di fondamentale importanza se si vuole coinvolgere maggiormente il grande pubblico e spingerlo a scegliere un prodotto piuttosto che un altro.

Allo stesso tempo è importante che un business costruisca uno storytelling in linea con quelli che sono i suoi valori e il messaggio che vuole trasmettere.

FAQ – Domande Frequenti

Per qualsiasi brand è necessario uno storytelling?

Ogni brand dovrebbe raccontare qualcosa, dovrebbe trasmettere nuove emozioni e far comprendere il “perché” comprare un prodotto piuttosto che un altro. Per questa ragione molte aziende si affidano a professionisti.

Posso inventare una storia completamente da zero?

Molte aziende inventano storie che non corrispondono a realtà, questo è anche comprensibile, però è importante che questi rispecchino i veri valori aziendali.