Piano editoriale SEO: come svilupparlo
Vuoi scoprire come sviluppare un Piano Editoriale SEO? In questo articolo scoprirai come crearne uno professionale partendo da zero.
Piano editoriale: perché crearne uno e quando
Il piano editoriale SEO è una tipologia di strumento usato nel content marketing per delineare quali sono i contenuti da pubblicare all’interno di un blog.
Infatti, il piano costituisce la base degli argomenti su cui sviluppare gli articoli per un blog ed è strettamente connesso alle varie strategie di promozione online.
Come ad esempio: la keyword research per un buon posizionamento sui motori di ricerca Google, Social Media Marketing, DEM ecc. Inoltre, il calendario editoriale SEO indica con quale frequenza pubblicare gli articoli su un sito.
La frequenza per la pubblicazione degli articoli può essere alta, ossia un articolo al giorno o anche di più, oppure di due al mese. Tuttavia, la frequenza e l’abbondanza di contenuti non è una garanzia che ti permette sempre di incrementare il traffico di utenti.
Nonostante la quantità di articoli ed argomenti trattati rivolti ad uno specifico target di riferimento, ci sono ben altri fattori che incidono su questa attività.
Infatti, il piano editoriale SEO deve coincidere con le risorse a disposizione dell’azienda e ovviamente, le competenze.
L’obiettivo è quello di catturare l’attenzione dei lettori che si imbattono sui tuoi articoli, producendo contenuti di qualità e all’altezza della concorrenza all’interno di questo particolare mercato.
Pertanto, abbiamo deciso di spiegare perché è così importante la SEO per creare un piano editoriale. Inoltre, vedremo in che modo è possibile creare un piano editoriale SEO efficace e alcuni nostri consigli in merito a ciò!
Perché la SEO è importante per la creazione di un piano editoriale?

Innanzitutto, è bene precisare che il piano editoriale SEO è un documento volto a guidare una persona alla creazione di nuovi contenuti da inserire all’interno del suo blog.
Che sia nel breve o nel lungo periodo, l’obiettivo del calendario editoriale SEO è quello di attribuire ad un sito web più autorevolezza.
Secondo lo studio dei dati riguardanti il traffico organico, l’esperto di SEO può decidere di modificare il calendario editoriale a seconda del raggiungimento o meno dei risultati, o semplicemente per adeguarlo a ulteriori risultati e obiettivi da raggiungere.
Inoltre, il piano editoriale SEO aiuta a evitare che si verifichino problemi riguardante le forme in cui gli argomenti vengano trattati su più pagine. A quel punto, una sola pagina rischia di perdere visibilità per via dello stesso argomento trattato in forme differenti su un altro sito web.
Attraverso una pianificazione accurata dei contenuti, si potrà definire le pagine da ottimizzare in ottica SEO per ciascuna keyword, così da non dover compiere eccessivi sforzi.
Creare un piano editoriale SEO: da dove incominciare?
Tuttavia, la creazione di un calendario editoriale SEO varia a seconda della dimensione e dello scopo del blog. Indipendentemente da ciò, le informazioni contenute saranno:
- Il titolo dell’articolo;
- L’autore dell’articolo;
- Quali sono gli obiettivi di posizionamento;
- Le varie fonti e documentazioni;
- Lunghezza minima e/o massima dell’articolo;
- Qual è la data di pubblicazione prevista dell’articolo;
- Terminologie importanti da inserire;
- Pagine interne su cui fare collegamenti.
Inoltre, il piano editoriale SEO è gestito soltanto da una persona, ma ciò non toglie che possa anche essere condiviso con altri soggetti coinvolti nel progetto.
Un esempio è la figura del copywriter nella scrittura di articoli e la grafica per creare immagini per essi, insieme ad un team con cui poter condividere gli obiettivi di posizionamento SEO sui motori di ricerca Google.
Proprio per questo motivo, andiamo a vedere quali sono tutti gli aspetti da prendere in considerazione per la realizzazione di un piano editoriale SEO.
Definire il tuo target di riferimento
Ogni blog, business online, agenzia o azienda ha bisogno di conoscere qual è il suo target di riferimento.
Nel social media marketing, ciò viene definito come “buyer persona“, ossia la rappresentazione fittizia di quello che dovrebbe essere il cliente ideale alla base di un piano editoriale SEO.
Infatti, le caratteristiche da prendere in considerazione per definire quale sia il tuo buyer persona sono:
- La fascia d’età;
- Il genere;
- La professione svolta;
- Quali sono le ambizioni e le necessità che accomunano i tuoi clienti.
La definizione delle buyer persona ha il fine di aiutarti a comprendere le caratteristiche del target a cui ci si vuol rivolgere.
Pertanto, i dati necessari per sviluppare le buyer persona sono raccolti attraverso l’uso di alcune strategie, come: le interviste svolte dal vivo ai clienti già acquisiti, la ricerca sulla loro etnia, analisi del flusso organico sul proprio sito web.
Così come anche l’utilizzo di sondaggi presenti sul blog e recensioni fornite dagli utenti attraverso i canali social, come: Facebook, Instagram ecc.
Perché le Buyer Personas sono importanti?

Le Buyer Personas sono fondamentali ed essenziali per chiunque abbia un ruolo online in cui si rivolge ad un pubblico per la vendita di un prodotto o la scrittura di articoli su determinati argomenti.
Sapere a chi rivolgersi aiuta a comprendere come poter migliorare la propria attività online. Di conseguenza, se la definizione di buyer persona è dettagliata, maggiore sarà la possibilità di formulare una strategia di contenuti in grado di incrementare traffico sul proprio blog e al tempo stesso, suscitare il reale interesse in loro.
Inoltre, le buyer personas consentono di avere ben chiaro qual è l’argomento che più soddisfa un determinato target di persone. Per questo motivo, grazie ad essi, sarà semplice lo sviluppo di contenuti più efficaci, ottimizzando gli sforzi.
Ricerca degli argomenti

A seconda del contesto e agli obiettivi di un blog, la scelta dell’argomento di un articolo è fondamentale. Soltanto una volta individuato il proprio target, sarai in grado di effettuare una ricerca sulle tematiche di comune interesse al tuo pubblico.
Il lessico utilizzato e la scelta delle parole devono coinvolgere il destinatario nella lettura.
Dunque, i topic da stabilire per il proprio piano editoriale SEO devono comprendere le caratteristiche del tuo target, aggiungere loro un valore, le passioni del tuo pubblico, le esigenze dei lettori riguardo il proprio lavoro ecc.
Insomma, assicurati che tutto ciò che scriverai all’interno del tuo sito costituisca una guida vera e propria per il tuo pubblico.
Esistono degli strumenti per sviluppare un piano editoriale?
La pianificazione editoriale consta di strumenti particolari per riuscire a svilupparlo efficacemente. Dunque, alla domanda: “Esiste uno strumento con cui riuscire a sviluppare un piano?“, la risposta è sì!
Ad esempio, se desideri rimanere al passo con i trend del momento, esiste uno strumento che ti permette di captare quali sono gli argomenti che potrebbero generare interesse in loro in un determinato momento.
Google Trends è in grado di effettuare ricerche su quelli che potrebbero essere gli interessi che ruotano attorno ad alcuni argomenti. Ad esempio, dichiarazioni ed interviste ad un personaggio di successo, eventi nazionali ecc.

Inoltre, il lavoro del piano editoriale vuol dire effettuare una ricerca sul lavoro svolto dai tuoi competitors. Ciò è fondamentale per comprendere quali topic potresti approfondire o anche solo trattare.
L’organizzazione dei contenuti
Lo sviluppo di un piano editoriale SEO consiste anche nel saper creare contenuti di qualità. Di conseguenza, fare ciò vuol dire che bisogna disporre di una certa organizzazione in corrispondenza al posizionamento per le query su Google.
A questo punto, ti starai chiedendo che cosa significa “posizionamento per le query su Google“. La query consiste nella ricerca di parole chiave, ossia le keywords, su motori di ricerca al fine di ottenere una determinata informazione.
Quante volte ti sarà capitato di scrivere su Google: “migliore pizzeria Milano” oppure “eliminare muffa come fare”. Il risultato di queste combinazioni di parole effettuate dagli utenti costituiscono quelle che noi, nel gergo del search marketing, definiamo “query”.
Ciò non toglie che le keyword possano essere anche long tail, come quelle appena prese ad esempio. Le keyword long tail, infatti, sono sostanzialmente termini di ricerca composte da tre o più parole che generano un traffico di alto valore.
Perché è importante organizzare al meglio il proprio sito web?
Insomma, una volta effettuata la keyword reserach, si passa alla realizzazione di un’analisi search intent per comprendere quali contenuti realizzare.
All’interno del sito web del proprio business online, ogni articolo sarà raggruppato in determinate categorie. Quante volte vi sarà capitato di imbattervi su un sito in cui avete trovato diverse categorie, come: “Attualità”, “Sport”, “Cronaca nera” e così via?
Ovviamente, il numero di categorie presenti dipenderà da quanto sarà ampio il vostro sito web, la strategia usata di content marketing e il tipo di argomento che intendete trattare prossimamente.
Il problema di alcuni blog è proprio la mancata organizzazione perché se il genere di tematiche trattate è ampio, maggiore sarà la possibilità dell’utente di sapere dove trovare una guida o degli articoli attinenti e di loro interesse.
Se per esempio, volete effettuare una breve guida con un rispettivo indice su un tema come il “web marketing”, potresti pensare di aggiungere sul tuo sito categorie come: SEO, Google Analytics, Google Ads e così via.
Per riuscire ad individuare le categorie più interessanti della tua nicchia, dovrai effettuare delle ricerche riguardo le parole chiave, detta anche keyword research, che consente di individuare le parole chiave più usate nelle query degli utenti.
Grazie alle Google Ads e alla ricerca delle parole chiave, tutte le pagine che trovi su Internet decidono di generare ulteriore traffico sfruttando l’algoritmo di Google e posizionarsi ai primi posti tra i motori di ricerca.
Decidere i titoli degli articoli attraverso l’uso delle keyword
Prima abbiamo accennato quanto le keyword costituiscano una certa importanza. Le ricerche delle parole chiave, ossia il servizio SEO con cui individuare le keyword più rilevanti per gli utenti interessati ad una determinata tematica.
Nella scrittura degli articoli, è importante considerare quali titoli inserire in ognuno di essi. Ovviamente, puoi dare sfogo a tutte quelle che sono le tue idee sulla scelta di essa ma esiste un modo che ti consente di scegliere i titoli per posizionarti più facilmente tra le ricerche Google.
Ecco i tool che puoi usare nella scelta dei titoli
Navigando su Internet, puoi scoprire quante idee di tool potresti avere a tua disposizione. Ogni autore impegnato nella scrittura di un articolo utilizza tool come Keyword Planner, UberSuggest, Sistrix, Semrush ecc.

Grazie ad un attento studio della concorrenza e del contesto attuale, ogni autore ha un’idea su quale stile di comunicazione utilizzare nei propri articoli attraverso l’uso delle keyword. Insomma, cerca su questi tool delle parole chiave attinenti alla nicchia del tuo blog.
L’obiettivo è proprio quello di riuscire a catturare l’attenzione della gente su determinate tematiche.
Dunque, la figura del copywriter in ottica SEO può prendere come modello d’ispirazione altri siti di business online al fine di migliorare il proprio blog.
Successivamente, i titoli studiati saranno ottimizzati per poterli rendere più visibili su Google. Un altro strumento che aiuta ad individuare le keyword da poter inserire nei propri titoli è Google Suggest.
Come svolgere al meglio un piano editoriale SEO per il proprio blog
La scrittura di articoli per un proprio blog senza aver svolto uno studio di una strategia ottenere traffico comporta soltanto ulteriori sforzi.
Abbiamo visto fino ad ora quanto sia importante prendere come modello d’ispirazione altri siti per riuscire a migliorare il proprio.
In aggiunta a ciò, un piano editoriale SEO è una delle tante tecniche più strategiche per generare veri e propri utenti da poter convertire in clienti.
Inoltre, avere a portata di mano un documento su cui definire le tue buyer personas è essenziale per capire a chi rivolgersi.
Proprio per questo motivo, un consulente SEO, dopo lo studio delle keyword, deve stabilire: la concorrenza da affrontare, valutare la competizione per ogni keyword e i risultati di posizionamento ottenuti.
Alcune tecniche per sviluppare un piano editoriale SEO per siti aziendali
Effettuare un calendario editoriale in ottica SEO per una pagina aziendale, invece, consente di definire cosa dover pubblicare, in che modo e quali risultati aspettarsi di ottenere attraverso i contenuti.
Generalmente, prima di impegnarsi nelle Google Ads o nella SEO, bisogna effettuare una pianificazione di un’analisi di tipo SWOT. Puoi scrivere un documento personale in cui analizzare oggettivamente quali sono i punti di forza e debolezze del tuo progetto.
Inoltre, cerca di studiare quali sono le caratteristiche dei tuoi concorrenti per comprendere quali sono gli aspetti non presi in considerazione così da differenziarti da loro, o anche solo per trattare meglio le tematiche da loro già affrontate.
Conclusioni
Arrivati alla fine di questo articolo, siamo riusciti a comprendere cos’è un piano editoriale e perché tutti dovrebbero averne uno prima di intraprendere un’attività online.
Inoltre, abbiamo visto come utilizzare le Google Ads in modo da riuscire a posizionarti ai primi posti nelle classifiche delle ricerche svolte dagli utenti.
Al tempo stesso, la ricerca di keyword è fondamentale per incrementare una certa autorità ed ottenere un traffico di tipo organico.
Grazie al nuovo aggiornamento di Google, sarà più semplice comprendere il contesto attuale e le conseguenti tematiche attorno alla query o un argomento.
Con l’obiettivo di poter aumentare la visibilità del tuo sito e al contempo, generare contenuti di qualità con un’organizzazione alla base impeccabile.
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