Verso gli inizi del 2020, un giornalista americano di nome Adam Davidson annunciò l’inizio di un’era: la passion economy.
La passion economy consiste nella trasformazione delle proprie passioni in fonti di guadagno.
Ad accelerare l’inizio di questa era, è la nascita di piattaforme per la monetizzazione e alcuni strumenti appositi. L’arrivo della pandemia ha velocizzato di gran lunga questo processo indirizzando, ad esempio, vari utenti ad avviare un business online.
È stato stimato che la crisi sanitaria scaturita dal Covid-19 abbia aiutato a rafforzare lo spirito imprenditoriale di moltissimi italiani. Allo stesso tempo, si è iniziato a comprendere che Internet costituisce una risorsa fondamentale.
Di conseguenza, il desiderio di tante persone di riprendere in mano la propria vita in seguito alla perdita del loro lavoro ha permesso di seguire le loro passioni. Il periodo di quarantena è stato il più drammatico per la maggior parte degli italiani.
Per questo motivo, si è incominciato a pensare a come fare per incominciare a monetizzare i propri hobby e rendere questi un vero e proprio lavoro. Facendo un confronto sulla situazione pre-pandemia, la creazione di società degli italiani è aumentata del 25%.
All’incirca 4.216 startup sono state create e 549.5000 partite Iva sono state aperte, arrivando a un incremento del 18,2% rispetto al 2021. Pertanto, il mondo del lavoro si sta spostando in una nuova direzione grazie all’era della passion economy.
Le origini della passion economy

Negli ultimi anni, il mondo del lavoro ha subito un cambiamento piuttosto radicale. Soltanto dopo l’arrivo del Covid-19, il cambiamento è stato ancora più incisivo. Grazie anche al rimanere a casa, durante il periodo di quarantena, gli italiani hanno scoperto un nuovo modo di lavorare.
Prima dell’arrivo di una pandemia, avere un proprio hobby o iniziare a coltivare una passione rimaneva tale. Solo dopo si è incominciato a rivisitare nuovamente il concetto di lavoro e a modificarlo definitivamente con il passare del tempo.
La nascita di alcune attività, come ad esempio Deliveroo, e piattaforme come Fiverr, hanno dato la possibilità a tantissime persone di poter prendere in mano la propria vita. Grazie a questi strumenti, è ormai possibile monetizzare dalla propria passione.
Ad esempio, se sei un amante del mondo del graphic design, con Fiverr potrai mettere online i tuoi servizi oppure se sei un amante della scrittura, puoi monetizzare dai contenuti che scriverai online e così via.
Da questo punto di vista, Internet ha concesso a migliaia di utenti di poter inseguire la propria passione e diventare capi di sé stessi. Offrendo i propri servizi, è diventato sempre più comune aprire di conseguenza una propria attività.
Alla riuscita delle persone che sono riuscite a creare un proprio business online, si è susseguita la nascita di ulteriori piattaforme digitali. Ciascuno di questi strumenti permette agli utenti di guadagnare facendo sì che ogni individuo possa diventare lavorativamente più autonomo.
Pertanto, la nascita della passion economy deriva proprio dal fatto che le persone volevano a tutti i costi trovare un modo per fare soldi seguendo comunque i loro hobby. Anziché lavorare per fare soldi, gli italiani hanno deciso di spendere il loro tempo in qualcosa che li appassioni.
Esempi di passion economy

Ricapitolando, la passion economy fa riferimento alla monetizzazione dei propri hobby attraverso la creazione di contenuti inizialmente amatoriali fino a evolversi in contenuti professionali.
Dal 2020 fino ad oggi, molti dei piccoli imprenditori italiani hanno sentito la necessità di reinventarsi. Pertanto, al fine di supportare le attività, i business online e le startup, i consumatori prestano molta attenzione alla semplicità con cui acquistare i prodotti offerti.
Tenendo in considerazione il pensiero secondo cui le attività desiderano lanciare o rilanciarsi nuovamente sul mercato, esistono tante piattaforme che aiutano gli imprenditori proponendo loro alcune soluzioni.
Tra queste, c’è la novità del negozio online che permette ai piccoli imprenditori di poter creare un e-commerce in maniera semplice per vendere i propri prodotti o servizi. Qui l’obiettivo è quello di espandere il numero di clienti in modo da vendere in ogni parte del mondo.
Grazie alla digitalizzazione di oggi, sono tanti i business, le aziende e le startup che hanno saputo dare il giusto valore alle loro passioni fino a trasformare ciò in un vero e proprio lavoro. Andiamo a vedere alcuni esempi di passion economy per comprendere come hanno fatto ciò.
L’azienda agricola “Le conserve di Chicco”

Al fine di regalare all’azienda familiare una nuova immagine, l’azienda “Le conserve di Chicco” è riuscita a prendere in mano la situazione. Con questo obiettivo, il proprietario ha creato l’azienda nel 2020 per trasformare i prodotti della natura in confetture e marmellate.
In seguito alla perdita del lavoro nell’azienda familiare in cui svolgeva la professione di operaio, il fondatore di “Le conserve di Chicco” decise di approdare sui social media per favorire la digitalizzazione dell’azienda.
Tutto ciò ha portato dei grandi risultati in quanto, ad oggi, l’azienda è riuscita a conquistare il premio di Sardinia Food Awards e più in particolare, nella categoria conserve.
La sartoria “La montagna”

In seguito alla laurea in moda e design, la giovane Milena ha deciso di mettersi in gioco aprendo una sua sartoria nel 2019. Tuttavia, l’arrivo della pandemia e la conseguente quarantena in Italia ha limitato le persone dall’uscire di casa.
Milena, quindi, decise di aprire un suo canale social in cui incominciò a creare dei contenuti riguardanti le sue creazioni fino a diventare una content creator affermata. Attualmente, la sartoria “La Montagna” realizza capi fatti a mano per clienti italiani e a livello internazionale.
“Il gomitolo dietro l’angolo”

Da una semplice passione per i ferri, il 2015 ha visto nascere il negozio “Il gomitolo dietro l’angolo” in cui i consumatori possono acquistare gomitoli di lana, attrezzature per l’uncinetto, accessori e libri per imparare tale mestiere.
Anche qui, il desiderio di dare al negozio una nuova immagine è stato concretizzato grazie alla digitalizzazione. Con la creazione di contenuti sui social network, il negozio è diventato il punto di riferimento per acquistare materiali per l’uncinetto e seguire corsi per i principianti.
Creatività contro produttività

Dopo aver visto alcuni esempi di passion economy, è arrivato il momento di parlare di due concetti da sempre in contrasto nonché la creatività e la produttività. Infatti, coloro che desideravano intraprendere un percorso nel campo creativo sapevano quanto ciò fosse difficile.
Il mondo del lavoro, però, sta cambiando mano a mano e queste persone possono finalmente trovare un posto nel mercato lavorativo. La nascita di nuove piattaforme permette agli utenti di diventare dei content creator e monetizzare dalla propria passione attraverso i social.
I principali social network su cui la passion economy si verifica sono Instagram, TikTok, Facebook ma anche Twitter. Infatti, nel 2021, c’è stato un notevole aumento di iscritti su ognuna di queste piattaforme.
Internet sta già incominciando ad aprire le porte a tutti coloro che hanno un hobby o una passione, permettendo loro di poter trasformare ciò in un lavoro a tutti gli effetti. Sin dal 2020, è incominciata questa nuova era in cui già tante persone ce l’hanno fatta.
Pertanto, tutti gli influencer e i content creator stanno prendendo percorsi lavorativi differenti rispetto ai loro genitori. Ci sono nette differenze in confronto a come lavorano, come guadagnano e cosa imparano.
Di conseguenza, il mondo lavorativo di oggi non vede più il concetto di creatività differente dal quello di produttività. Entrambe fanno parte del mondo che sta già emergendo e che si pensa sarà la terza era di Internet, conosciuto anche come Web 3.0.
Trasformazione del lavoro

Il mondo di oggi, quindi, sta affrontando un periodo chiamato “The Great Resignation” in cui un grande numero di italiani decidono di abbandonare il proprio posto di lavoro perché non sentono di essere soddisfatti professionalmente parlando.
Pertanto, la passion economy si basa sulla separazione dal proprio lavoro all’occupazione di un passione su cui poter monetizzare. Gli individui quindi cercheranno in ogni modo di raccogliere più passioni possibili in modo da poter essere trasformate in fonti di guadagno.
In alternativa, la passion economy può essere intesa anche come la ricerca di una passione da far diventare il proprio lavoro e su cui costruire una propria carriera secondo le proprie condizioni.
Tuttavia, rendere un hobby il proprio lavoro significa anche essere disciplinati al fine di lavorare sempre sodo e portare ogni volta dei validi risultati per raggiungere il benessere. Se all’apparenza una professione alternativa come questa sia tutta rose e fiori, in realtà non è così.
Al contrario di una normale occupazione, chi partecipa alla passion economy deve considerare anche alcuni aspetti. I principali fattori da considerare non sono da sottovalutare quando si decide di intraprendere un lavoro autonomo.
Dal momento in cui la passion economy significa essere i capi di sé stessi, i fattori da considerare devono essere fatti in autonomia. Ad esempio, la questione della contabilità, gli aspetti legali ma anche le risorse umane qualora si avesse un attività in cui assumere qualcuno.
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