Diritto d’autore e copyright: cos’è e quali sono le differenze

Vuoi scoprire cos’è il diritto d’autore e copyright? Non ti resta che leggere questo approfondimento per saperne di più!

Il diritto d’autore e il copyright: tutto quello che devi sapere

Nella società di oggi, si sente spesso parlare di copyright e diritto d’autore e della loro importanza. Coloro che si occupano di grafica pubblicitaria, marketing o editoria sanno alla perfezione quanto essi siano importanti.

Almeno una volta nella vita, vi sarà capitato di navigare su Internet e imbattersi in documenti, video o immagini protette dal copyright. Al fine di segnalare la presenza del diritto d’autore o di copyright, si utilizza un particolare simbolo: ©, ossia composto dalla lettera “c” in un cerchio o posta tra le parentesi.

Tuttavia, c’è molta confusione in giro poiché si ritiene che copyright e diritto d’autore siano la stessa cosa. In realtà, non è così e in questo articolo, avremo modo di vedere il perché. Analizzeremo cos’è il diritto d’autore e i diritti connessi ad esso, le sue tutele e quali sono le opere protette dal diritto d’autore.

Al giorno d’oggi, il diritto d’autore ha acquisito fondamentale importanza poiché concede all’autore la possibilità di godere di molteplici diritti che vedremo in questo articolo. In questo modo, in caso di illeciti, il “creatore” potrà far valere i suoi diritti in sede di giudizio.

In seguito al diritto d’autore e i diritti di cui gode, analizzeremo cos’è il copyright e in quali circostanze si applica in modo tale da comprendere meglio quanto entrambe siano fondamentali per i creatori di una qualsiasi opera su un social network o meno.

Il diritto d’autore: cos’è?

diritto d'autore e copyright, cosa sono

Quando si parla di “diritto d’autore“, ci si riferisce ad un istituto giudiziario che intende concedere la tutela agli autori e alle loro opere, assicurando loro diritti morali e patrimoniali.

Tra questi, i più diffusi sono il diritto di ricevere un compenso ogni volta che si verifichi uno sfruttamento dell’opera da terze persone o il riconoscimento della paternità dell’opera stessa.

Tra l’altro, i diritti morali del diritto d’autore garantiscono che il nome dell’autore sia rispettato così come l’unicità e la libertà di diffusione di un’opera. Di conseguenza, se qualcuno volesse copiare l’opera di un autore, il diritto morale riuscirà a proteggere l’autore stesso.

Qual è la differenza tra diritto di autore e proprietà industriale?

Spesso molte persone tendono a confondere qual è l’oggetto di tutela del diritto d’autore e quale nella proprietà industriale, quando si parla di opere dell’ingegno. A primo impatto, esse possono risultare simili ma entrambe presentano delle differenze sostanziali.

Sicuramente entrambe hanno a che vedere con opere, il cui frutto è un lavoro intellettuale. Nel caso del diritto d’autore, però, si fanno riferimento soltanto ad un determinato tipo di opere. La proprietà industriale, invece, si concentra sull’utilità da un punto di vista imprenditoriale dell’opera stessa.

Proprio per questo motivo, abbiamo deciso di evidenziare le principali differenze che presentano il diritto di autore e la proprietà industriale.

Il carattere creativo

Il diritto d’autore ha a che fare con opere letterarie o meno di carattere creativo, in ogni forma in cui esse sono prodotte. Pertanto, le opere creative sono valutate sotto un punto di vista artistico.

Il caso è differente, invece, per quelle opere disciplinate dal Codice della Proprietà Industriale. Qui non si parla più di tanto delle opere in sé ma dal principio dei beni come oggetto di tutela. Quindi, i beni materiali così come quelli immateriali sono trattati in egual modo.

Diritto di autore e proprietà industriale

Il diritto di autore si dedica al lato creativo delle opere mentre la proprietà industriale si concentra sull’applicazione di esse nelle attività di imprenditoria. Entrambe riconoscono agli autori le varie forme di sfruttamento economico.

Tuttavia, la proprietà industriale pone un focus importante su quelli che sono i benefici che un’azienda può trarne dall’uso di un’opera.

Registrazione di un’opera

Indipendentemente dall’acquisizione di un brevetto o la registrazione di un’opera, entrambe sono a favore della proprietà industriale poiché, come abbiamo detto prima, il diritto d’autore si concentra prettamente sul lato artistico delle opere creative.

D’altro canto, esistono comunque opere creative tutelate sia dal diritto d’autore che dalla proprietà industriale.

Un chiaro esempio è quello riguardante una determinata categoria di disegni, oggetto di protezione da entrambe le parti come il design di architettura, arredamento ecc.

In questo caso, entrambe hanno compiti specifici perché il diritto d’autore si concentra sull’aspetto creativo ed originale dell’opera. Quindi, il disegno di un’opera può costituire una bozza o il progetto dell’autore.

Dall’altra parte, la proprietà industriale si concentra sul disegno dell’opera nello stesso modo in cui sarà realizzato dall’impresa che possiede i diritti di sfruttamento economico. Dunque, il lato su cui si concentra la proprietà industriale è il bene fisico che sarà messo in commercio.

Cos’è il diritto d’autore per la SIAE?

La SIAE, ossia la Società Italiana degli Autori ed Editori, definisce le opere dell’ingegno di carattere creativo un bene prezioso. Pertanto, un’opera è l’espressione di un lavoro intellettuale tutelata dalla legge come un qualsiasi altro lavoro.

Inoltre, la società evidenzia come il diritto d’autore nasce nel momento in cui la stessa opera ha vita. Quindi, il diritto d’autore assicura che la proprietà intellettuale abbia un compenso e protegge l’opera nel processo di nascita e vita delle opere dell’ingegno.

Legge sul diritto d’autore

Secondo la legge italiana, la legge sul diritto d’autore è regolamentata dalla legge 22 aprile 1941, n 633 e posteriori modifiche. A livello internazionale, e più in particolare nei Paesi dell’unione europea, i modelli adottati si rifanno al famoso “copyright”.

SIAE: come avviene il deposito di opere inedite?

Al fine di garantire tutela alle opere non pubblicate, l’opera deve essere depositata affinché essa non sia esposta ad un eventuale plagio. Il deposito di un’opera deve avvenire presso la SIAE e si possono pubblicare qualsiasi tipo di opera.

Come ad esempio software, opere grafiche, banche dati, canzoni, poesie, racconti e quindi, ogni tipo di opere dell’ingegno. Il vantaggio più grande del diritto d’autore in Italia è il fatto che chiunque è in grado di avvalersi di questo servizio.

Questo equivale a dire che tutti i soggetti non associati alla SIAE così come anche i cittadini stranieri possono usufruire del servizio di deposito di opere inedite.

Che valore costituisce il deposito di un’opera protetta?

Depositare un’opera non significa soltanto avere una tutela maggiore di protezione. Grazie a questo servizio, si può disporre di una prova sicura riguardo la data in cui l’opera è stata creata.

Secondo le Condizioni di deposito imposte dalla SIAE, questo servizio ha carattere privato e costituisce una prova certa sull’esistenza dell’opera.

Dunque, in caso di sede di giudizio, si potrà avere una prova certa riguardo il deposito di opere dell’ingegno dell’autore. In questo modo, il creatore dell’opera riuscirà a riscattarsi più facilmente da qualunque tipo di accusa dovesse ricevere.

Come avviene il deposito di un’opera?

Tuttavia, effettuare il deposito prevede che ci si debba munire di una copia dell’opera stessa da tutelare, sottoforma di documento cartaceo e/o magnetico. Successivamente alla dichiarazione di paternità dell’opera, la copia verrà conservata dalla SIAE.

Non sarà accessibile al pubblico ma all’autore che depositerà un’opera, sarà rilasciato un attestato che indica il numero di repertorio affidato al deposito.

La durata del deposito è di 5 anni e sarà possibile rinnovare la durata al momento della scadenza per lo stesso periodo di tempo.

L’eccezione sarà fatta nel caso in cui l’autore decidesse di voler ritirare dal mercato l’opera. Se l’autore non dovesse rinnovare il deposito alla scadenza o non abbia ritirato l’opera dal mercato, la SIAE sarà autorizzata a distruggere il materiale.

Tuttavia, depositare un’opera non significa diventare un associato della SIAE né tantomeno sulla tutela dell’opera. Infatti, la SIAE non ha alcun tipo di responsabilità riguardante: plagi, utilizzi illeciti dell’opera, giudizio, collocazione del lavoro depositato ecc.

Quali sono le tutele del diritto d’autore?

diritto d'autore e copyright: le tutele

I diritti d’autore nascono nel momento in cui si ha la creazione dell’opera. Di conseguenza l’autore dell’opera assume automaticamente il diritto, a condizione che essa non sia ancora di dominio pubblico.

Quindi, l’autore deterrà il diritto esclusivo di usare l’opera e può decidere se autorizzare o meno la sua riproduzione, esecuzione e distribuzione. In assenza del consenso dell’autore, i diritti di utilizzazione economica sono comunque a favore dell’autore stesso.

Ciò significa che non si potrà né appropriarsi dell’opera e né tanto meno diffonderla, anche se la stessa opera sia presente su Internet.

Tuttavia, se si parla di un documenti scritto, ad esempio, non sarà concesso il diritto di copiare o riprodurre parti di opere.

Le uniche eccezioni vengono fatte se si trattasse di un riassunto del testo o l’inserimento di una citazione in opere letterarie ai fini di studi, discussioni, ricerche scientifiche o insegnamenti, a patto che l’autore dell’opera e la fonte siano citati e che l’uso non sia a scopo di lucro.

Sempre secondo la legge sul diritto d’autore, i programmi per elaboratore dell’opera sono tutelati. Infatti, per legge, i programmi per elaboratore sono intesi come parte costitutiva di un computer, ossia i cosiddetti software.

Diritti morali e patrimoniali dell’opera

Insomma, la tutela del diritto d’autore è fondamentale al fine di proteggere l’autore e le opere dell’ingegno. Con la creazione dell’opera, abbiamo visto come il diritto d’autore subentra automaticamente e all’autore stesso viene attribuita la proprietà intellettuale.

Sempre l’autore di un’opera ha il diritto esclusivo di poter utilizzare l’opera in qualsiasi modo egli desidera. Prima abbiamo anche citato il fatto che il diritto d’autore comprende sia i diritti morali che patrimoniali.

Ma quali sono nel particolare essi che l’autore dispone per le opere dell’ingegno? Andiamo a vedere insieme, nel particolare, cosa comprendono tali diritti!

Diritti morali

diritti morali

I diritti morali sono quelli a tutela dell’autore intesi come persona e che si riferiscono alla:

  • Possibilità di rivendicare la paternità dell’opera, a parte i diritti economici;
  • Diritto d’autore all’integrità della creazione dell’opera;
  • Il diritto di ripensamento, nel caso in cui un autore dell’opera volesse rimuovere le opere dell’ingegno dal mercato;
  • Diritto di inedito per la creazione di un’opera di carattere creativo.

Secondo la legge 22 aprile 1941 n 633, in caso di violazione del diritto d’autore, si potranno ricorrere a sanzioni che variano in base alla tipologia di violazione commessa. Inoltre, in assenza del consenso dell’autore, la sanzione potrebbe inasprirsi ulteriormente poiché, secondo la legge sul diritto d’autore, la violazione è intesa a scopo di lucro.

Diritti patrimoniali

diritti del patrimonio e copyright

I diritti patrimoniali, invece, sono quelli legati all’aspetto economico e quindi, in caso di utilizzazione economica.

Un’opera protetta dai diritti patrimoniali è quando l’opera stessa viene utilizzata da terze persone. Quindi: riprodotta, trascritta, pubblicata, eseguita, prestata ecc.

Dunque, in tutte queste circostanze, un autore dell’opera ha pieno diritto di essere retribuito.

Un altro aspetto da precisare è che sempre nel caso di utilizzazione economica dell’opera, i diritti possono anche essere ceduti definitivamente a terze persone, senza che l’autore originario venga privato dei suoi diritti morali, in quanto essi sono intoccabili.

Tra l’altro, è anche vietato apportare eventuali modifiche ad un’opera altrui nel tentativo di renderla propria senza pagare i diritti d’autore poiché anche ciò è punibile di aspre sanzioni.

Il principio dell’esaurimento del diritto d’autore

In termini di proprietà intellettuale ma soprattutto del diritto di autore, il principio di esaurimento è abbastanza fondamentale.

Secondo questo principio, il diritto esclusivo riguardo la distribuzione del “creatore” di un’opera si esaurisce nel momento in cui si mette in commercio la prima opera o le sue riproduzioni.

Dunque, il principio dell’esaurimento consente a chi volesse acquistare un libro di poterlo rivendere senza dover necessariamente chiedere il permesso all’autore dell’opera. Dopo la prima vendita, il diritto esclusivo sulla distribuzione di un libro di esaurisce.

Inoltre, questo principio è in grado di operare a livello internazionale, territoriale o nazionale. Nel caso di livello internazionale, il diritto si esaurisce in ogni parte del mondo in cui la prima messa sia avvenuta.

Nel caso territoriale, il principio di esaurimento è applicabile nell’Unione Europea poiché il diritto di distribuzione di esaurisce all’interno dei Paesi membri dell’UE.

Ciò significa che la vendita di un libro avvenuta in uno Stato extracomunitario, non consente l’importazione e la messa in commercio nell’UE.

Pertanto, ci sarà bisogno di richiedere nuovamente il consenso dell’autore. Infine, il principio di esaurimento a livello nazionale avviene nel momento in cui il diritto di distribuzione si esaurisce prettamente sulle cessioni successive all’opera che avvengono nello stesso Paese in cui la messa in commercio sia avvenuta.

A quali tipi di opere si applica il diritto d’autore?

Tuttavia, i diritti d’autore non tutela un’idea in sé. Proprio per questo motivo, è fondamentale parlare di quali sono quelle opere che rispecchino i criteri di autenticità e novità. Le opere che rispecchiano e soddisfano i criteri per essere protette dal diritto d’autore sono molteplici.

Sempre secondo la legge del 22 aprile 1941 n 633, i diritti d’autore valgono per opere aventi carattere creativo che appartengono alle opere letterarie, banche dati, composizioni musicali e quindi, dalla letteratura alla musica, alle arti figurative all’architettura, al teatro ed alla cinematografia.

Indipendentemente dal modo o la forma di espressione, a livello internazionale, i diritti sulle opere letterarie, opere creative, opere cinematografiche e/o banche dati, in ogni sua forma di espressione, appartengono all’autore.

Altre opere protette dal diritto d’autore

Tra l’altro, l’articolo 2. L.d.A. offre un elenco più approfondito di quelle che sono le opere dell’ingegno protette dal diritto d’autore. Tra queste, ci sono anche le sceneggiature, fotografie, opere aventi un valore artistico ecc.

Tuttavia, l’elenco delle opere protette fornito dai due articoli non è propriamente esaustivo. Infatti, il copyright arriva a proteggere qualunque opera creativa, indipendentemente dal modo o la forma in cui vengono espresse.

Un chiaro esempio di protezione dal diritto d’autore è un sito web. Al tempo stesso, sono protetti anche i vari aspetti compresi come le immagini, un software, un gioco e tanto altro ancora.

Così come anche il format di un programma televisivo, un corso, una campagna pubblicitaria, il layout di una testata giornalistica ecc. sono oggetto di copyright. Pertanto, le opere protette dal diritto d’autore sono infinite ed illimitate.

E’ possibile brevettare dei software o siti web su Internet?

Software e diritto d'autore

Nella società di oggi, la tecnologia ed Internet fanno parte della nostra quotidianità. Quando si parla di diritti d’autore e copyright, ci si chiede se anche i software o diti web abbiano una tutela per cui sono protette dal diritto d’autore.

E’ importante precisare che la legge sul diritto di autore non fa nessun accenno ad un brevetto, procedura invece comune nella proprietà industriale. Dunque, i software così come i siti web non rientrano tra le opere protette presenti sul Codice della Proprietà Industriale.

Non a caso, la legge sul diritto d’autore presenta nei suoi articoli le opere come i programmi per elaboratore, ossia i comuni software. Una volta che essi sono resi funzionanti mediante sistemi di programmazione ed algoritmi, la protezione riservata è la stessa di quella di un romanzo, una canzone ecc.

La stessa cosa riguarderà i diritti di utilizzazione economica che potranno essere rivendicati dall’autore, ossia il creatore del software. Tuttavia, a rimanere esclusi dalla tutela del diritto di autore sono le idee che si trovano alla base del programma.

Pertanto, è soltanto il software in sé a considerarsi un’opera dell’ingegno. Malgrado essi non possano essere brevettabili, ci sono alcuni casi in cui essi rietrano nell’ambito della proprietà industriale e trattati in egual modo in confronto ad ogni altra invenzione.

Quindi, rispondere alla domanda iniziale è abbastanza semplice perché se il software ha la funzione di rendere un’attività innovativa da poter applicare nel campo industriale, allora il programma può essere brevettato.

In caso contrario, esso è soltanto protetto dal diritto d’autore e utilizzarlo comporterebbe una violazione del diritto d’autore.

Concedere i diritti d’autore: è possibile?

I diritti economici d’autore possono essere ceduti a terze parti grazie al pagamento di una licenza. Esistono fino a 6 licenze Creative Commons, con cui è possibile ottenere i diritti di utilizzazione senza intercorrere alla violazione del diritto d’autore.

Inoltre, le licenze creative commons ti possono consentire di utilizzare opere di qualunque tipo secondo particolari condizioni. Naturalmente, il consenso dell’autore è garantito così come il caso di utilizzazione economica.

Al tempo stesso, il diritto d’autore garantirà ad egli di non vedere la propria opera riprodotta indebitamente e le sue opere a carattere creativo potranno essere utilizzate senza problemi. Resta comunque di fatto che l’autore originario sarà sempre in possesso dei diritti morali, in cui è compresa anche la possibilità di rivendicare la paternità dell’opera.

E invece, il compenso per una copia privata?

Per quanto riguarda i compensi per una copia privata di opere, esse sono una forma di remunerazione per artisti interpreti di qualunque tipo.

I diritti a ricevere un compenso per le categorie dei titolari dei diritti di autore sono dovuti alla copia di un’opera per l’utilizzo personale in opere audiovisive o registrazioni musicali.

Il motivo per cui ha la possibilità di ricevere compensi è perché ogni titolare di diritti non ha le condizioni adatte per monetizzare le copie private realizzate, invece, dalla gente. Infatti, non è possibile negoziare un compenso e ottenerlo da persone che copiano un estratto di un libro ecc.

Dunque, il compenso dovuto ad una copia privata, solitamente un prezzo fisso, aggiunto anche al prezzo di vendita di quell’opera, si applica sulla vendita dell’opera stessa e di tutti gli strumenti adatti a realizzare riproduzioni di esse.

In quest’ultimo periodo, il prezzo fisso dei compensi per copie private è stato ampliato a tutti gli strumenti e dispositivi in grado di effettuare copie dell’opera. Come ad esempio, i computer, i cellulari e così via.

Secondo il ministero per i Beni e le attività culturali, la lista delle opere su cui è possibile effettuare una copia privata è continuamente aggiornata. Tuttavia, i criteri per ottenere compensi dalla copia privata sono imposti per legge e variano sempre dopo tre anni.

Inoltre, sempre la legge, è in grado di determinare quali sono i diritti di compensazione dalla copia privata a seconda del settore in cui l’opera stessa è collocata all’interno del mercato.

Qual è la durata del diritto dell’autore?

Durata del diritto d'autore e copyright

Dunque, da questo punto di vista, le opere protette rimarranno tali anche dopo la sua morte. A tal proposito, è anche doveroso parlare di quale sia la durata e la tutela diritto dell’autore.

Come abbiamo detto fin’ora, i diritti connessi al diritto d’autore, ossia i diritti morali, sono privi di scadenza.

Ciò significa che anche se l’autore dovesse venire a mancare, le opere protette moralmente rimarranno tali. Al contrario, invece, la durata dei diritti patrimoniali e quindi di utilizzazione economica della propria opera hanno una specifica durata.

Infatti, secondo la legge sul diritto d’autore n 633, la durata dei diritti di utilizzazione economica arriva fino ai settanta anni successivi alla morte dell’autore. Effettivamente, il periodo di tempo delle opere protette dal punto di vista patrimoniale è molto.

Tuttavia, la motivazione risiede nel fatto che, sempre secondo la legge n 633, il precedente limite di tempo era insufficiente al fine di proteggere i diritti connessi al diritto d’autore patrimoniale.

Ciò è dovuto anche al fatto di proteggere, in un certo senso, l’arco di vita degli artisti interpreti. Dunque, l’estensione ai settant’anni è stata giustificata come forma di tutela del diritto d’autore nel caso in cui gli artisti interpreti possano ritrovarsi ad affrontare un calo del reddito.

D’altro canto, estendere i diritti d’autore del patrimonio per così tanto tempo consente agli eredi di beneficiarne mentre i prossimi autori interpreti dell’opera potranno sfruttare i diritti di utilizzazione economica durante l’intero corso della vita dell’autore originario.

Storia del copyright

Nonostante il copyright e diritto d’autore siano spesso ritenuti dei sinonimi, esistono alcune differenze tra le due terminologie riguardo il significato e la tutela dei diritti. Proprio per questo motivo, è importante fare una piccola premessa storica del copyright.

Fare ciò è fondamentale al fine di capire come esso si sia evoluto nel tempo. Successivamente, vedremo nel dettaglio quali sono le differenze tra copyright e diritto d’autore.

Come nasce il copyright?

Il termine copyright, tradotto in italiano “diritto di copia“, nacque in Inghilterra nel XVI secolo grazie alla diffusione delle prime macchine da stampa. Di conseguenza, la circolazione di opere creative è aumentata notevolmente.

Al fine di esercitare un crollo maggiore sulle opere pubblicate, la monarchia inglese decide di prendere dei provvedimenti a riguardo. Una di queste fu la concessione agli autori di un’opera del copyright su qualunque stampa.

In altre parole, ciò significava il diritto d’autore esclusivo di stampare la sua opera e confiscare le pubblicazioni di esse senza un consenso. Da questo punto di vista, possiamo dire che sin dall’inizio il carattere creativo era già insito.

Tra l’altro, più che un diritto d’autore, il cui non disponeva della proprietà intellettuale dell’opera, si può dire che, ai tempi, un’opera protetta da copyright era inteso come diritto esclusivo e tutela dell’autore.

Soltanto nel 1709, l’Inghilterra vide un concetto più moderno di copyright su un’opera. Infatti, considerare un’opera protetta significa garantire allo stampatore di essa una protezione di copyright dalla durata di 14 anni.

Al termine di questo periodo di tempi, il copyright ritorna all’autore e quindi, il diritto di autore di un’opera prevedeva di beneficiarne per ulteriori 14 anni. In un certo senso, il copyright di un’opera è inteso come diritto patrimoniale, anziché diritto morale, in Inghilterra e negli Stati Uniti.

Negli altri Paesi d’Europa, si ha un’interpretazione diversa poiché si pone al centro di tutto l’autore e di conseguenza, l’opera da lui prodotta. Così come anche in Italia, la concezione dell’autore riconosce il diritto d’autore e a lui i diritti connessi alla paternità dell’opera.

Differenze tra copyright italiano ed anglosassone

Una delle principali differenze tra il copyright inglese e il diritto d’autore sulle opere riguarda l’origine del diritto. Pertanto, il copyright e diritto d’autore presentano differenze esclusivamente sull’acquisizione dei diritti dell’opera.

Infatti, il copyright inglese ha vita nel deposito delle opere presso l’Ufficio Copyright. Prima di quel momento, le opere non sono protette e di conseguenza, non hanno la tutela della legge sul diritto d’autore.

Quest’ultimo, invece, a differenza del copyright, si differenzia poiché il diritto d’autore si acquista con la creazione delle opere. Esse sono intese e considerate dalla SIAE una vera e propria proprietà intellettuale d’autore senza dover effettuare un ufficiale deposito dell’opera.

Tuttavia, nonostante questi due modelli siano differenti, si stanno avvicinando sempre di più negli ultimi tempi grazie ad una tutela.

Infatti, la tutela dei diritti d’autore cerca di essere uniformata il più possibile in modo tale che il diritto d’autore possa essere simile nei diversi Paesi d’Europa.

Grazie alla Convenzione di Berna, è ormai possibile vedere come la tutela dei diritti d’autore sia il più omogeneo possibile.

Differenze fra copyright e diritto d’autore: quali sono nella pratica?

Fino ad ora, siamo riusciti a vedere come il copyright e il diritto d’autore si differenzino sotto un punto di vista teorico. Le differenze, però, comportano anche delle conseguenze importanti sotto un punto di vista pratico.

Quella più incisiva riguarda quelli che concernano i diritti morali degli autori. Dato che in Europa, l’autore è al centro di ogni protezione, egli gode di diversi diritti morali inalienabili. Ad esempio: il diritto di paternità dell’opera, ossia il diritto di riconoscere l’autore di un’opera.

Così come l’autore ha diritti morali sull’opposizione alle modifiche della sua opera che possano andare a ledere la sua reputazione o il suo onore, riconosciuto anche come diritto d’integrità dell’opera.

Il caso è differente quando ci si spinge al di là dell’Unione europea e parliamo degli Stati Uniti. Qui i diritti morali non sono riconosciuti dal Copyright Act. nei confronti dell’autore. Soltanto ultimamente, secondo l’adesione degli Stati Uniti alla Convenzione di Berna, i diritti morali sono stati finalmente riconosciuti mediante una norma di legge: ossia, il Visual Artists Right Act del 1990.

D’altro canto, i diritti morali dell’autore non sono gli unici che costituiscono l’ordinamento statunitense. Infatti, un’altra delle sostanziali differenze sono i requisiti per la fissazione o la registrazione di un’opera.

Di conseguenza, ognuna di queste differenze possono essere ricondotte a quelle che sono le differenze di fondo fra copyright e diritto d’autore di cui abbiamo parlato fino ad ora.

Il copyright: cosa protegge a differenza del diritto d’autore?

Per capire meglio quale sia la differenza tra copyright e diritto d’autore, è importante capire che uno dei principi fondamentali è la differenza tra idea ed espressione. Nel caso del diritto d’autore, l’elemento protetto non è l’idea in sé ma la maniera in cui essa viene espressa.

Prenderemo in considerazione un piccolo esempio, come il libro di Harry Potter, al fine di comprendere meglio la differenza tra copyright e diritto d’autore. Chiunque volesse scrivere un libro su un ragazzino che studia in una scuola di magia e che insieme ai suoi due amici combattono il Signore oscuro, può liberamente farlo.

Il copyright, in questo caso, protegge l’espressione con cui l’autrice JK Rowling ha dato al suo romanzo. Qualsiasi persona potrà prendere ispirazione dalla sua famosa saga ma nessuno potrà copiare la storia e i personaggi del romanzo.

Individuare il confine tra idea ed espressione

Tuttavia, non è sempre facile riuscire a stabilire quale sia il confine tra idea ed espressione. Violare il copyright di Harry Potter non significa copiare ogni parola scritta dall’autrice. Infatti, è già abbastanza anche il solo avvicinarsi alla storia del romanzo per individuare che si tratti di un plagio.

A questo punto, la domanda che tutti si pongono è: “Qual è il momento in cui uno scrittore non prende ispirazione dall’idea ma copia la sua espressione?”.

Rispondere a questa domanda non è sempre facile poiché ogni caso è differente.

Nel caso della giurisdizione statunitense, esistono molti casi in materia di idea ed espressione. Anche in quella italiana, ci sono moltissime decisioni prese a riguardo. Basti pensare al celebre artista Emilio Isgrò e Roger Waters, ossia l’ex Pink Floyd.

Il momento in cui un’idea diventa espressione

Il principio per cui un’idea diventa espressione è la base fondamentale affinché un’opera sia protetta dal copyright. Fino a quanto l’idea stessa si trovi soltanto nella mente di un’autore, anche se originale, non può essere protetta in alcun modo.

Pertanto, avere la tutela del diritto d’autore vuol dire che l’idea deve essere esposta pubblicamente mediante un’opera. Esprimere un’idea non significa, però, che essa debba essere fissata su un qualcosa di materiale.

Per fare un esempio, la musica viene considerata espressa quando essa viene eseguita o cantata pur non essendo registrata. Ed è proprio qui che risiede la differenza tra il diritto d’autore europeo e quello statunitense sul Copyright.

Infatti, negli Stati Uniti, un’opera è considerata protetta dal copyright nel momento in cui essa sia presente un supporto materiale. Ciò avviene comunemente nel caso del Jazz o nella recitazione di un discorso che deve essere scritto per evitare che il pubblico possa copiare ciò che si ascolta.

Naturalmente, tutto ciò deve essere eseguito a memoria senza munirsi di una registrazione. In tal caso, la registrazione di una qualsiasi performance è considerata una vera e propria violazione del copyright.

Cosa succede in caso di violazione del copyright dell’opera?

Innanzitutto, è importante capire cosa significa violazione copyright. Fare ciò, almeno in Italia, significa violare i diritti d’autore di un’opera e più dettagliatamente, usare una proprietà intellettuale senza aver chiesto il consenso all’autore di un’opera.

Per chi non lo sapesse, tutto questo è punibile con delle sanzioni a seconda delle circostanze e nella maniera in cui l’illecito viene compiuto. Andiamo a vedere insieme quali sono le cause e le circostanze, secondo la legge, in cui subentrano sanzioni per la violazione copyright di un’opera.

Quali sono le cause di violazione copyright di un’opera?

Da tutto ciò che abbiamo potuto vedere fin ora, violare il copyright dell’opera di un’autore può essere causato da alcune azioni. Come, ad esempio:

  • Un’opera è stata riprodotta a scopo di lucro;
  • L’opera di un altro autore ha compiuto un plagio;
  • L’opera è stata sottoposta ad una modifica non autorizzata dall’autore originario.

Quali sono le sanzioni per la violazione del copyright

Le sanzioni per chi dovesse violare il diritto d’autore possono essere sia multe sia che la detenzione. Tra l’altro, tutti i reati contro il copyright saranno perseguibili d’ufficio. Naturalmente, come accennato prima, la tipologia di sanzione dipende dalla gravità della situazione.

Un altro fattore che può incidere sono le misure che possono essere richieste e concesse dai titolari dei diritti nel caso in cui si dovessero verificare violazioni del diritto d’autore importanti, da parte dell’autorità giudiziaria o amministrativa.

E se non eri a conoscenza di violare il copyright dell’opera?

Nel caso in cui non si era a conoscenza di violare il copyright dell’opera, le sanzioni saranno sicuramente meno gravi e in alcuni casi, anche non punibile dal punto di vista penale. Tuttavia, ciò può essere irrilevante nell’ipotesi in cui l’autorità giudiziaria debba andare a favore delle richieste di danni da parte del titolare dei diritti d’autore nei confronti della persona che compie l’illecito.

Conclusioni

In questo articolo, siamo riusciti a capire la differenza tra copyright e diritto d’autore. Esse possono sembrare dei sinonimi ma in realtà sono due cose scinte. Inoltre, siamo riusciti a capire insieme quali possono essere i diritti dell’autore nei casi in cui le opere subiscano delle variazioni.

Secondo la legge sul diritto d’autore, siamo riusciti a comprendere quanto l’opera di un autore sia inviolabile e né dev’essere sottoposto ad eventuali verifiche. Inoltre, l’opera dispone di un copyright ma la legge applica sanzioni differenti se esso viene violato.

Chiunque sia nel settore dell’editoria o del marketing sa già alla perfezione il valore dell’opera scritta e tutti i diritti di cui può giovare l’autore. Chi, invece, non lavora all’interno di questi settori, è importante che sia a conoscenza del diritto d’autore in tutte le sue forme.