Diritto d’autore e copyright: cosa sono
Vorresti conoscere qual è la differenza fra diritto d’autore e copyright? In questo articolo, scoprirai ciò che serve sapere!
Diritto d’autore e copyright: le differenze
Quando si parla di copyright e diritto d’autore si crea spesso confusione perché i due termini vengono usati come fossero sinonimi. Infatti, navigando su Internet, molti articoli in lingua straniera o anche Google Traduttore stesso considera i due concetti identici.
In realtà, però, copyright e diritto d’autore sono due istituti differenti poiché regolamentati da diverse normative. In entrambi i casi, però, la funzione principale è la protezione e la disciplina delle opere dell’ingegno in capo all’autore.
Proprio per questo motivo, in questo articolo, andremo a vedere nello specifico i due istituti e le seguenti normative da cui sono regolamentate.
In questo modo, sarà più semplice comprendere quali sono le differenze che contraddistinguono copyright e diritto d’autore e quali sono le circostanze in cui esse vengono applicate.
Inoltre, in questo articolo, andremo a vedere cosa sono le opere dell’ingegno, come avviene il deposito delle opere nel caso del diritto d’autore, come nasce il copyright. Successivamente, ci concentreremo sui casi in cui si può andare in contro alla violazione dei diritti d’autore.
Infine, vedremo quali sono le differenze che contraddistinguono il diritto d’autore dalla proprietà industriale al fine di comprendere meglio i due argomenti.
Diritto d’autore e copyright – cos’è il diritto d’autore?

La legge sul diritto d’autore, conosciuta in Italia con la Legge n. 633/1941, sancisce che il diritto d’autore permette a tutti gli autori di opere dell’ingegno di carattere creativo di poter trarre dei benefici da una serie di altrettanti diritti. Tra cui:
- Diritti di utilizzazione economica;
- Diritti morali;
- A compenso.
Un’opera protetta per definirsi tale deve, quindi, essere un’opera dell’ingegno a carattere creativo. Pertanto, andiamo a vedere insieme quali sono tutte quelle opere protette considerate opere dell’ingegno.
Cosa sono le opere dell’ingegno?
Quando si usa il termine “opere dell’ingegno“, si vuol intendere:
- Qualcosa di concreto;
- Realizzato su vari supporti;
- Viene ad esistere in un determinato momento;
- Rappresenta un modo o forma di espressione con cui un’autore vuol esprimere la propria creatività.
In altre parole, la creazione dell’opera dell’ingegno a capo dell’autore ha come obiettivo l’espressione della propria creatività.
Infatti, la realizzazione dell’opera è una condizione in cui senza il diritto d’autore né tanto meno il copyright non ha significato perché la semplice idea o il progetto che hai in mente non è soggetto ad alcuna forma di protezione.
Diritto d’autore e copyright – Quali sono le opere dell’ingegno?
Adesso, invece, andiamo a vedere insieme quali sono le opere dell’ingegno che si possono definire tali. Tra le più comuni, secondo la legge sul diritto d’autore, troviamo:
- Opere audiovisive: ad esempio, film, programmi TV ecc.;
- Opere letterarie: drammatiche, comiche, romanzi, poesie, articoli ecc.;
- Programmi per elaboratore: e quindi, software o banche dati;
- Opere visive: ad esempio, sculture, dipinti, fotografie, disegni ecc.
- Composizioni musicali;
- Arti figurative.
Tutte queste appena elencate sono opere protette dal diritto d’autore e considerate opere dell’ingegno secondo la legge sul diritto d’autore.
Inoltre, non importa se ad esempio le opere letterarie o le opere audiovisive si trovino in supporto analogico o digitale. Ciò significa che la cosa fondamentale è che quell’opera sia frutto dell’autore e che quindi, deve essere “partorita” e resa reale da egli.
Tuttavia, ci sono tanti altri aspetti che riguardano il diritto d’autore poiché è un argomento piuttosto ampio. Pertanto, andiamo a vedere quali sono i diritti connessi al diritto d’autore, il regime di tutela ecc.
I diritti connessi al diritto d’autore
Come abbiamo appena detto, oltre ai diritti d’autore, esistono anche diritti connessi ad esso al fine di ricompensare l’autore per lo sforzo creativo e tutti gli investimenti di coloro che rendono le opere accessibili al pubblico.
Infatti, oltre alla proprietà intellettuale, il lavoro degli autori è ricompensato con l’attribuzione di diritti esclusivi e diritti a compenso. Dunque, andiamo a vedere insieme come funzionano e come l’autore di un’opera può trarne vantaggio!
I diritti esclusivi
I diritti esclusivi consentono al pubblico di poter utilizzare le opere protette, sotto il consenso dell’autore originario. Infatti, il titolare del copyright dispone di una serie di diritti patrimoniali riguardanti esclusivamente lo sfruttamento dell’opera, come ad esempio il diritto di:
- Riproduzione;
- Trascrizione dell’opera orale;
- Rappresentare e/o recitare in pubblico;
- Esecuzione;
- Distribuzione;
- Comunicazione;
- Elaborazione;
- Traduzione;
- Noleggio e dare in prestito;
- Pubblicazione delle opere in una raccolta.
I diritti morali
Affianco ai diritti di utilizzazione economica dell’opera, l’autore ha anche la titolarità di una serie di possibilità che rientrano nei cosiddetti “diritti morali“, imprescrittibili ed inalienabili. Tra i diritti morali di cui è in possesso l’autore, troviamo:
- Il diritto di rivendicare la paternità dell’opera;
- Diritto all’integrità dell’opera stessa;
- Ritirare l’opera dal commercio in qualsiasi momento;
- Diritto alla pubblicazione di opere inedite;
- Diritto a rilevare il nome in caso di opere anonime o pseudonime.
Cosa sono i diritti morali?
Il diritto morale è il diritto dell’autore di essere riconosciuto come tale e di impedire che altre persone possano modificare la sua opera senza il consenso dell’autore stesso.
Infatti, come detto prima, soltanto l’autore ha diritto di poter rivendicare la paternità dell’opera, modificarla o ritirarla dal mercato.
La durata dei diritti morali
Secondo la legge, la durata dei diritti morali dell’autore non prevendono un particolare periodo di termine. Al contrario, invece, il diritto di utilizzazione economica dura per tutta la vita dell’autore e anche fino ai 70 anni dopo la sua morte.
Al termine di questo lasso di tempo, l’opera è considerata di dominio pubblico perché non vi è più una protezione. Ciò significa che chiunque potrà utilizzata a patto che nessuno abbia l’intento di ledere la personalità e l’onore dell’autore, ossia il famoso divieto a scopo di lucro.
I diritti a compenso
Oltre alla proprietà intellettuale, i diritti esclusivi e i diritti morali, l’autore può beneficiare di altri diritti, ossia quelli a compenso, in merito alla questione diritti di utilizzazione economica.
I diritti a compenso, infatti, permettono di poter ottenere un guadagno a chi ha partecipato al processo di creazione dell’opera e della creatività.
Per fare un esempio, gli artisti interpreti ed esecutori o anche i produttori discografici godono del diritto di ricevere un compenso separato per le utilizzazioni delle opere all’interno di trasmissioni televisive, radiofoniche, film e altri utilizzi di tipo musicale.
Cosa succede in caso di violazione del diritto d’autore?
La tutela del diritto d’autore è un altro argomento piuttosto ampio poiché la violazione del diritto d’autore è considerato un atto illecito, nel caso in cui l’autore voglia fare ricorso in giudizio per rivendicare la paternità dell’opera oltre che i diritti economici.
Ciò è fondamentale perché consente all’autore di poter garantire maggiore protezione del diritto d’autore di cui egli già dispone. Sapere e riconoscere quali sono i casi in cui si va in contro alla violazione del diritto d’autore ti permetterà di evitare situazioni spiacevoli.
Gli usi consentiti nel rispetto del diritto d’autore sull’opera
L’utilizzo di un’opera altrui in ambito di insegnamento o di ricerca è consentito, a patto che sia presente un riassunto dell’opera o vengano prese soltanto parti di opere al fine di utilizzarli per una discussione con gli studenti, per finalità illustrative e fini non commerciali.
Inoltre, è possibile pubblicare a titolo gratuito su Internet immagini e musiche a bassa risoluzione per uso didattico nel solo caso in cui non sia fatto a scopo di lucro.
Per quanto riguarda, invece, l’uso di opere letterarie per puro scopo personale non è possibile riprodurre una copia dell’intero brano, ma solo fotocopie con un limite del 15% delle pagine totali.
La protezione del diritto d’autore

Come specificato prima, non ci sono dei vincoli particolari per la tutela di un’opera, ma gli autori potranno depositare le proprie opere presso il Registro Pubblico Generale delle Opere Protette.
Dunque, andiamo a vedere insieme come funziona il deposito per fornire alla propria opera maggiore tutela e protezione.
Il deposito dell’opera dell’autore
Per garantire la protezione della propria opera, gli autori potranno decidere di ricorrere al deposito presso il Registro Pubblico Generale delle Opere Protette. Infatti, chi ricorre al deposito di un’opera decide di voler rendere pubblica la sua esistenza e la sua pubblicazione.
Tutte le opere creative possono essere depositate, tra cui anche i programmi per elaboratore perché vengono considerate delle vere e proprie opere letterarie.
Così come anche le banche dati possono essere sotto tutela nel Registro Pubblico Generale delle Opere Protette perché sono considerate raccolte di opere e di dati.
Tuttavia, la questione del deposito non rientra tra i diritti d’autore perché non è considerato un atto costitutivo. Dunque, non esiste una legge che indica che l’autore sia obbligato a depositare a tutti i costi l’opera.
Il motivo risiede nel fatto che il deposito non è concepito come titolo originario dell’acquisto del diritto d’autore bensì come creazione dell’opera e quindi, espressione del lavoro intellettuale.
Pertanto, il mancato deposito non preclude ad altri autori la possibilità di poter acquistare ed esercitare il diritto d’autore poiché la forma di deposito e registrazione dell’opera è a puro scopo di pubblicità e notizia.
Quando si parla di copyright?
Oltre alle opere protette dal diritto d’autore, bisogna anche considerare il copyright cos’è e in che modo si differenzia dai diritti d’autore. Infatti, il copyright è un sistema di normative afferenti ai diritti d’autore a tutela della paternità e l’uso commerciale di opere creative.
Il concetto di copyright nasce in Inghilterra nel XVI secolo, il cui periodo vedeva la monarchia inglese emanare i primi provvedimenti riguardo la stampa.
Tutto ciò si rese fondamentale perché la stampa consentiva di poter stampare molteplici copie di un’opera, rischiando allo stesso tempo di tralasciare i diritti spettanti all’editore.
Tuttavia, le cose sono cambiate con l’introduzione dello Statuto della Regina Anna nel 1709. Con esso, l’Inghilterra volle introdurre un nuovo modo di concepire il copyright garantendo i diritti d’autore allo stampatore di un’opera.
La protezione legale per un’opera protetta da copyright, anche ad oggi, ha la durata di ben 14 anni. Inoltre, ci sono sostanziali differenze fra il copyright anglosassone, quello francese ma anche quello italiano.
Copyright anglosassone vs copyright italiano
Infatti, nel copyright anglosassone, il focus principale riguarda l’accezione di diritto patrimoniale. Ciò significa che si pone una maggiore attenzione sul lato economico mentre nel caso del copyright francese e italiano, l’attenzione cade principalmente sulla persona.
Pertanto, il copyright italiano differisce da quello anglosassone perché si pone l’attenzione sull’ideatore dell’opera, il diritto esclusivo di cui gode, il diritto morale e i conseguenti diritti di cui gli artisti interpreti possono beneficiare.
Diritto d’autore e copyright – le differenze

Adesso, invece, è il caso di approfondire ulteriormente le differenze che contraddistinguono il copyright dal diritto dell’autore su un’opera.
Come abbiamo detto agli inizi dell’articolo, ogni qualvolta pensiamo agli autori di un’opera protetta, come ad esempio testi, opere creative, multimediali ecc., che sia in formato digitale e quindi su Internet o cartaceo, usiamo il termine “copyright” e “diritto di autore” come sinonimi.
Da ciò che abbiamo compreso fino ad ora, il diritto di autore e il copyright sono due cose differenti anche se simili.
Molto spesso, quando parliamo di una copia o dell’opera originale di proprietà di un’autore, poniamo principalmente l’attenzione sul diritto degli autori. Per questo motivo, la maggior parte delle volte siamo più inclini a ritenere che entrambi i termini siano la stessa cosa.
Al contrario, invece, il copyright e diritto d’autore si differenziano per caratteristiche storiche, culturali ma anche procedurali. Vediamo insieme quali sono le differenze che intercorrono tra i due istituti.
Diritto d’autore e copyright – secondo la legge
Secondo la legge, il diritto di copyright è un tipo di istituto comune nei sistemi di Common Law, ovvero di tutti quegli ordinamenti giuridici inglesi che fanno riferimento su precedenti giurisprudenziali anziché da un sistema composto da codici e leggi.
Il diritto d’autore, invece?
Al contrario, invece, il diritto sugli autori è un istituto comune nei sistemi di Civil Law che si incentra sulla codificazione prima ancora che il giudice si pronunci.
Una dimostrazione di questo sistema è proprio la legge sul diritto d’autore, a cui si integrano anche altri articoli del codice civile, la legislazione europea e anche quella internazionale.
Diritto d’autore e copyright – Dal punto di vista storico
Le differenze tra i due tipi di proprietà sono anche a livello storico perché la tutela del copyright nacque in un contesto in cui gli autori avevano bisogno di una legge sul diritto di copia allo scopo di poter monitorare le opere di un autore.
Al contrario, invece, il diritto di autore nasce da un presupposto e un contesto differente poiché la necessità primaria era quella di ricondurre un autore dell’opera al soggetto originario così che fosse lui stesso a decidere in che modo e quando produrre e pubblicare le opere.
Diritto d’autore e copyright – Contesto culturale
Il diritto di copyright, al contrario del diritto d’autore, non fu concepito con l’intento di voler tutelare l’autore di un’opera bensì sul diritto esclusivo di copia riservato alle case editrici, i quali hanno tutti i diritti per poter stampare e diffondere la copia di quella stessa opera o più opere.
Dunque, il copyright di oggi si sofferma più che altro su un aspetto puramente economico mentre il diritto d’autore si concentra anche sull’aspetto morale, la paternità e tutti i diritti di cui un autore può beneficiare in confronto ai soli diritti patrimoniali.
Non a caso, l’autore anche se cede l’opera, rimane sempre la persona che ha avuto l’idea originale e che ha fatto sì che l’opera potesse nascere ed esistere.
Che si tratti di un’immagine o un video caricato su Internet, un libro, una poesia ecc., tutto può essere considerato diritto d’autore in quanto è dell’autore la proprietà intellettuale.
Il modo o la forma d’applicazione
Il diritto sul copyright decorre nel momento in cui gli autori depositano una o più opere. Riflettendoci, questa modalità avviene anche in Italia con la registrazione di un marchio o quando si fa richiesta per un brevetto sull’invenzione di qualunque cosa.
Invece, il diritto d’autore protegge le opere fin dal momento in cui è stata creata, a prescindere dal fatto se esse saranno pubblicate sul mercato o meno. Infatti, ricordiamo ancora una volta, che il deposito delle opere non è un requisito obbligatorio da rispettare.
Quindi, in altre parole, la principale differenza fra i due istituti consiste nel presupposto da cui partono le rispettive tutele.
Nel caso del copyright, la tutela presa in considerazione è la parte economica che ne deriva dall’opera mentre nel diritto d’autore, si prende in considerazione non solo l’opera ma anche il punto di vista umano degli autori, considerando anche tutti i diritti morali che gli spettano per legge.
A cosa servono il copyright e diritto d’autore?

Il copyright e diritto d’autore sono fondamentali per difendere tutte le opere creative realizzate con un valore artistico attribuito dagli autori interpreti.
Far sì che il copyright e il diritto d’autore possano essere una tutela per l’autore, è necessario che le opere debbano possedere alcune caratteristiche così come l’importanza dei due elementi è essenziale per due ragioni.
Per questo motivo, andremo a vedere insieme i motivi per cui il copyright e il diritto d’autore sono fondamentali. Successivamente, invece, andremo a vedere quali sono gli elementi che caratterizzano il diritto d’autore!
Originalità dell’opera
Di qualunque opera si tratti, come ad esempio un’immagine, un blog, un sito Internet, un dipinto ecc., si cela sempre un attento studio fatto di ricerca, analisi e sperimentazione.
Alla fine di tutto ciò, il lavoro per realizzare un’opera costituisce per il copyright il carattere di originalità per la creazione dell’opera.
Ci basti pensare alla creazione di un testo per una canzone di un’artista. Nonostante possa sembrare semplice, l’autore originario deve pensare ad un argomento, svilupparlo, provare a dare musicalità alle parole da utilizzare nel brano.
Al tempo stesso, l’autore dovrà trovare degli aforismi che siano in grado di rimanere impressi nell’ascoltatore e di emozionarlo. Tutto questo lavoro è moltiplicato quando si vuole far diventare la canzone immortale nel corso del tempo.
Tutela del diritto d’autore sull’opera
Il diritto d’autore e il copyright sono volti a tutelare tutti coloro che hanno creato per prima quella tipologia di opera.
Infatti, ad esempio, supponiamo che tu sia occupato nella progettazione di un’applicazione in grado di migliorare una categoria specifica di servizi.
Fino a quel momento, però, non è mai esistita un’idea tale sul mercato e di conseguenza, sei tu la prima persona che ha introdotto una novità nel mercato.
Il fatto che tu abbia avuto un’idea simile e di essere riuscito a svilupparla nel concreto, dal momento in cui il diritto d’autore non protegge soltanto le idee, hai il pieno diritto di essere tutelato da chi, al contrario, ha soltanto preso spunto dal tuo progetto per creare un’applicazione più o meno simile alla tua.
Gli elementi che caratterizzano la tutela del diritto d’autore

Adesso, invece, andremo a vedere quali sono gli elementi che caratterizzano la tutela del diritto d’autore. Infatti, non tutte le opere dell’autore sono oggetto di tutela secondo la legge, ma bensì solo quelle che riescono a presentare specifiche caratteristiche.
La presenza di quest’ultime di consentiranno di poer rivendicare non soltanto la paternità dell’opera ma anche i diritti economici spettanti generalmente all’autore.
Resta comunque di fatto che ci sono degli elementi fondamentali ed imprescindibili del diritto d’autore, come: l’originalità, la creatività e la novità che apporta l’opera.
Ciascuno di questi elementi ha un significato ben specifico, ma come se non bastasse, ognuno di essi deve coesistere insieme agli altri per poter usufruire dei benefici previsti secondo la legge italiana sul diritto d’autore.
Dunque, andiamo a vedere insieme ognuna delle caratteristiche per comprendere a pieno in che modo potrai essere tutelato per la legge sul diritto d’autore.
Originalità dell’opera
Il primo elemento fondamentale riguarda l’originalità dell’opera che fa riferimento ad un progetto che sia il risultato della nostra immaginazione o del nostro intelletto. In altre parole, l’opera dell’ingegno deve essere farina del nostro sacco.
L’opera per definirsi originale deve essere in qualche modo riconducibile al suo autore originale perché magari presenta alcuni aspetti che sono facilmente riconducibili alla personalità dell’autore originario.
Lo stile, il design o una tecnica in particolare in un’opera possono essere frutto soltanto di una persona e alla sua personalità.
Per comprendere meglio ciò di cui stiamo parlando, faremo un piccolo esempio. Pensiamo alla trama di un libro o ad una pagina di un blog su Internet.
Facendo caso ad alcuni particolari, possiamo notare come all’interno di ogni testo, l’autore esprime il suo modo di essere attraverso uno stile ben preciso, il linguaggio o anche solo l’utilizzo di concetti.
Creatività dell’opera
Il secondo elemento essenziale nel diritto d’autore riguarda la creatività dell’opera, ossia l’elaborazione intellettuale di chi realizza il progetto.
L’unica differenza con il carattere creativo è che nel primo caso, si pone al centro dell’attenzione l’impegno dell’autore anziché il risultato finale.
Tra l’altro, la creatività è proprio l’idea in sé per sé e quindi, il solo fatto di aver realizzato concretamente un progetto che prima era solo nella mente dell’ideatore originario.
Per comprendere meglio qual è la differenza fra il carattere creativo e l’originalità, dobbiamo pensare ad un aspetto fondamentale.
Infatti, nel primo caso, la creatività fa riferimento alla sola capacità di essere riusciti a trasformare in qualcosa di reale una cosa che prima non era tale. Nel caso, invece, dell’originalità, si fa riferimento alle caratteristiche uniche di una determinata opera.
Novità dell’opera
Infine, l’ultimo elemento previsto dal diritto d’autore riguarda la novità, ovvero tutti quegli aspetti che permettono di distinguere l’opera appena creata dalle altre già esistenti.
Indipendentemente dal tipo di opera creata, è fondamentale imparare a sapersi differenziare dal resto degli artisti interpreti. Naturalmente, però, è anche vero che il concetto di novità può essere intesa in senso assoluto ed oggettivo.
Ciò significa che, in questo caso, la novità può fare riferimento ad un qualcosa che non si è mai sentito né visto prima o anche in senso relativo nel momento in cui pensiamo ad una creazione di carattere creativo di opere che sono già state tutelate.
Qual è la differenza fra diritto d’autore e proprietà industriale?
Tuttavia, quando si parla di opere dell’ingegno, si fa spesso confusione tra le opere che sono oggetto di tutela del diritto d’autore e quelle invece che rientrano nell’ambito della proprietà industriale.
A primo impatto, diritto d’autore e proprietà industriale possono apparire come due concetti simili tra di loro. In realtà, però, ci sono comuqnue delle differenze che ci consentono di capire che entrambe non sono uguali.
D’altro canto, è anche vero che il diritto d’autore e la proprietà industriale hanno a che fare con delle opere che sono comunque frutto del lavoro intellettuale di un individuo.
Nel primo caso, però, si fa riferimento soltanto ad una determinata categoria di opere mentre nel caso della proprietà industriale, ci si concentra sull’utilità in ambito imprenditoriale dell’opera stessa.
Pertanto, andiamo a vedere quali sono le principali differenze fra diritto d’autore e proprietà industriale al fine di capire insieme i due argomenti.
Il tipo di carattere
Come abbiamo detto fino ad ora, il diritto d’autore tratta soltanto opere aventi carattere creativo, in qualunque modo o forma di espressione con cui siano state prodotte.
Pertanto, le opere sono valutate puramente da un punto di vista artistico, a differenza invece delle opere disciplinate secondo il Codice della Proprietà Industriale.
Quest’ultimo, però, più che fare riferimento alle opere in sé per sé, è volto ad indicare quali sono i beni oggetto di tutela che possono essere:
- Materiali: come ad esempio, un’invenzione oppure una varietà vegetale;
- Immateriali: ad esempio, un marchio oppure un disegno.
Brevetto
Un’altra differenza tra il diritto d’autore e la proprietà industriale riguarda il brevetto. Nel caso del diritto d’autore, non esiste un brevetto vero e proprio. Infatti, per tutelare l’opera ulteriormente, si fa riferimento al Registro delle Opere Protette e mettere in deposito le proprie creazioni.
Al contrario, invece, il caso della proprietà industriale presenta un vero e proprio brevetto, ossia la registrazione di un’opera, che è ad appannaggio di questo ambito.
Diritto d’autore e copyright – Oggetto
Infine, l’ultimo aspetto che ci permette di poter evidenziare altre differenze fra il diritto d’autore e la proprietà industriale riguarda l’oggetto.
Se, come detto prima, il diritto d’autore si concentra più che altro sul lato artistico delle opere, la proprietà industriale fa riferimento soltanto all’applicazione di esse nelle diverse attività imprenditoriali.
Anche se entrambe riescono comunque a riconoscere agli autori molteplici diritti sullo sfruttamento economico, nella proprietà industriale possiamo notare che il focus principale è quello di osservare i benefici, anche concorrenziali, che un’azienda è in grado di trarre utilizzando quell’opera.
Diritto d’autore e copyright – Conclusioni

In questo articolo, siamo riusciti a vedere tutto ciò che serve sapere riguardo il diritto d’autore e il copyright. Poiché i due istituti sono simili, spesso si fa molta confusione ritenendo che entrambe siano la stessa cosa.
Dal momento in cui, al giorno d’oggi, tutto può essere considerato oggetto di tutela del diritto d’autore, è importante conoscere tutti gli aspetti riguardanti i due istituti e i benefici che un’artista può ricavare da una o più opere.
In questo modo, si sarà in grado di ideare e mettere in atto un’opera che non possa andare contro alla violazione dei diritti d’autore di altri artisti.
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